La sindrome dell’aceto

Sindrome dell'acetoÈ l’incubo di ogni appassionato di film 8mm: aprire la scatola della pellicola e sentire odore di aceto. Un segnale d’allarme inequivocabile, che indica una sola cosa: la sindrome dell’aceto … una diagnosi fatale!

Come si sviluppa la sindrome dell’aceto?

Esistono due tipi principali di pellicole 8mm: quelle in poliestere a base di polietilene tereftalato e quelle in acetato a base di cellulosa. Le prime sono meno soggette a cambiamenti chimici, più resistenti agli strappi e, con il tempo, sono state preferite perché più stabili. Tuttavia, molte pellicole 8mm più datate sono state registrate su supporti in acetato. Alte temperature o elevata umidità provocano reazioni chimiche in queste pellicole: i gruppi acetile si staccano dalla catena della cellulosa e reagiscono con l’acqua formando acido acetico. Durante questo processo, il materiale della pellicola si restringe fino a un dieci per cento. Diventa fragile e inizia a emanare un odore di aceto: è così che la sindrome dell’aceto si manifesta. Man mano che il decadimento del materiale avanza, il supporto diventa sempre più fragile [1], accorciato, deformato e soggetto a alterazioni fisico-meccaniche importanti. Nei casi più gravi, la pellicola diventa praticamente inutilizzabile, soprattutto in presenza di trazioni improprie durante la riproduzione.

Come si può prevenire la sindrome dell’aceto?

Questa reazione chimica non può essere completamente evitata, poiché si tratta di un processo naturale. Tuttavia, è possibile rallentarla conservando correttamente le pellicole e tenendo le bobine lontane da metalli, calore e umidità.

Come eliminare la sindrome dell’aceto?

Purtroppo, non è possibile eliminare la sindrome dell’aceto, perché è irreversibile. L’unica cosa che puoi fare è rallentarne lo sviluppo. Per questo motivo, se hai riscontrato la sindrome dell’aceto nelle tue pellicole, è fondamentale agire immediatamente. Isola la bobina interessata dalle altre e conservala separatamente, altrimenti potrebbe “contagiare” anche le pellicole sane. I gas prodotti durante il processo di decomposizione possono infatti innescare il deterioramento anche delle bobine non ancora colpite.
Le bobine danneggiate possono essere trattate con setacci molecolari: piccoli sacchetti che assorbono l’umidità dalle pellicole. Questo non elimina la sindrome, ma ne rallenta l’ulteriore avanzamento. I setacci molecolari possono essere utilizzati anche sulle pellicole sane, come misura preventiva contro la sindrome dell’aceto.

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Fonti

[1] Massimo Pistacchi (2008), “Il suono e l’immagine. Tutela, valorizzazione e promozione dei beni audiovisivi”.