Dare voce a chi non c’è più: Il progetto di Julie Held con i Super 8 del nonno

Quando Jule Heid ha guardato per la prima volta le pellicole Super 8 di suo nonno, ha notato qualcosa che all’inizio non riusciva bene a collocare. Tra riprese delle vacanze, viaggi in auto e paesaggi, la cinepresa continuava a fermarsi. Sui fiori alpini.

“Si fermava davanti a ogni fiore di montagna e lo filmava”, ricorda Jule. “Ancora e ancora.”

Jule Mariebelle Heid (@julemariebelle) è una documentarista. Non ha mai conosciuto suo nonno. Eppure quelle immagini le sono sembrate subito familiari. Perché le riconosceva dalla sua infanzia.

“Quando andavamo a fare escursioni con nostra madre, lei si fermava davanti a ogni singolo fiore e diceva: ‘Guarda com’è bello’. E, a essere sincera, da bambine di solito non avevamo nessuna voglia di camminare.”

Oggi è diverso.

“Adesso, quando andiamo a fare escursioni, siamo noi a fermarci davanti ai fiori.”

Solo attraverso i film di suo nonno Jule ha capito da dove venisse tutto questo. Che certi modi di guardare il mondo e di fermarsi davanti alle cose, si tramandano. Non attraverso le conversazioni, ma in modo del tutto naturale.

Per molto tempo, in famiglia si è parlato poco di suo nonno. La sua storia era difficile. Il nonno di Jule Heid soffriva di depressione, un tema a cui per molti anni era stato dato pochissimo spazio.

Per Jule, le vecchie riprese non sono diventate un modo per trovare risposte.
Sono diventate piuttosto un modo per avvicinarsi a un’assenza.

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Le immagini danno voce a mio nonno, anche dove per molto tempo non ci sono state parole.

 

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I film non mostrano una vita spiegata. Ma rivelano un modo di guardare il mondo.

Qui Jule ha capito qualcosa che va ben oltre la sua famiglia: i ricordi non sono un archivio statico. Cambiano nel momento in cui li rendi accessibili. Nel momento in cui li condividi e li guardi insieme.

Pellicola Super 8 proiettata su uno schermo
Fiori alpini dalle riprese Super 8 di suo nonno.

Perché la digitalizzazione professionale è importante

Le pellicole Super 8 non erano semplicemente chiuse in una scatola. La nonna di Jule aveva ancora il proiettore. Tecnicamente, sarebbe stato possibile filmare le immagini direttamente dallo schermo.

“Ma per me non è mai stata un’opzione”, racconta Jule. “Se vuoi davvero lavorare con il materiale, hai bisogno di una digitalizzazione pulita, con la frequenza fotogrammi corretta.”

Le pellicole non dovevano solo essere salvate, ma poter essere usate per il montaggio. Per riguardarle insieme. Per condividerli con il resto della famiglia.

Jule Heid ha scelto MEDIAFIX per convertire Super 8 in digitale.

“Ho avuto subito la sensazione di capire bene cosa veniva offerto. Il sito era chiaro e ho capito rapidamente cosa avrebbe avuto senso per il mio progetto.”

Non tutti i filmati sono stati digitalizzati allo stesso modo

Non tutti i filmati sono stati digitalizzati allo stesso modo. Per la famiglia, Jule ha fatto conservare tutte le riprese. Per il progetto cinematografico, invece, ha selezionato con attenzione alcune sequenze specifiche di cui aveva bisogno in qualità superiore.

“Non tutti i Super 8 dovevano essere trattati allo stesso modo. Per il mio progetto cinematografico, ho scelto la qualità HD. Per i filmati di famiglia, invece, ho optato per una qualità inferiore. L’importante era rendere i filmati accessibili.”

Ha scelto inoltre consapevolmente di non ordinare il restauro video.

“I graffi fanno parte del materiale. Le bobine sono rimaste per decenni in un armadio. Si vede. Ed è esattamente così che doveva essere.”

Per Jule, le tracce del tempo non sono difetti. Fanno parte del ricordo e quindi della storia stessa.

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Non tutti i Super 8 dovevano essere trattati allo stesso modo. Per il mio progetto cinematografico, ho scelto la qualità HD. Per i filmati di famiglia, invece, ho optato per una qualità inferiore. L’importante era rendere i filmati accessibili.

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Bobine Super 8
Non tutti i Super 8 sono stati digitalizzati allo stesso modo. Per il progetto cinematografico, Jule ha selezionato sequenze specifiche e le ha fatte digitalizzare da noi in qualità superiore.

Cosa hanno messo in moto quei film

Il momento più importante non è arrivato in sala di montaggio, ma quando la famiglia ha guardato i filmati digitalizzati.

“Mio zio ha visto alcune di quelle riprese per la prima volta”, racconta Jule. “Ci siamo seduti insieme e abbiamo scoperto cose di cui non si era mai parlato prima.”

I filmati sono diventati un’occasione. Non per spiegare, ma per guardare assieme quei momenti del passato.

Dal ricordo al filmato

Da questo processo è nato il cortometraggio documentario “Danke Opa” (“Grazie, nonno”). Il film è attualmente in produzione. Jule Mariebelle Heid sta lavorando al montaggio e alla rifinitura della narrazione, prima di preparare “Grazie, nonno” per il circuito dei festival.

“Per me era molto importante raccontare la storia in modo responsabile e offrire agli spettatori un contesto sicuro e consapevole”, dice Jule.

“Grazie, nonno” non spiega, bensì mostra. Lascia che le immagini si dispieghino e si fida della loro capacità di parlare da sole.

Conservare i ricordi e renderli accessibili

Per MEDIAFIX, questo progetto mostra cosa può fare la digitalizzazione professionale quando non si tratta solo di archiviare. I vecchi filmati diventano di nuovo accessibili. Possono essere guardati insieme alla famiglia e tramandati alle generazioni future.

Se anche nella tua famiglia ci sono vecchie riprese che non vengono guardate da anni, vale la pena considerare la possibilità di convertire Super 8 in digitale per rendere questi ricordi di nuovo accessibili.

Per Jule Heid, alla fine, significa soprattutto una cosa:

“Le immagini danno voce a mio nonno, anche dove per molto tempo non ci sono state parole.”

Nota: il cortometraggio “Grazie, nonno” affronta anche il tema della depressione. Se ti riguarda personalmente o cerchi supporto, puoi trovare aiuto anonimo, ad esempio, contattando Telefono Amico Italia.