
Digitalizzare il passato: i 7.000 negativi e diapositive di Pulheim
Novembre 2018. Horst Kandt, responsabile dell’Archivio comunale di Pulheim, contattò MEDIAFIX. L’Archivio comunale di Pulheim doveva affrontare una sfida importante: digitalizzare la sua intera collezione di negativi, per un totale di oltre 7.000 pezzi. A questi si aggiungevano centinaia di diapositive nei formati più diversi, anch’esse da digitalizzare.
I supporti conservati dall’Archivio comunale di Pulheim provenivano in gran parte da privati e raccontavano la vita della comunità nelle sue forme più diverse: eventi pubblici, feste, prove di coro, partite di calcio, reperti archeologici, club di bowling, feste private, esposizioni, nozze d’oro, animali e persone al lavoro. Le immagini erano state scattate tra gli anni ’60 e ’80.
La sfida
Parte del materiale originale presentava difetti significativi: una grande quantità di negativi aveva subito danni causati dall’acqua. Di conseguenza, i supporti erano quasi distrutti.
Inoltre, molte strisce di negativi erano state tagliate. Questo significava che c’erano numerosi negativi singoli, ognuno conservato in una busta di plastica separata.
Un controllo del materiale rivelò anche che alcuni negativi contenevano composti nitro (anche detti nitroderivati), poiché per le fotografie era stato utilizzato materiale negativo più vecchio. Questi composti nitro rappresentavano una fonte di pericolo, perché con il tempo possono portare a combustione spontanea.
L’obiettivo della digitalizzazione era quindi archiviare e conservare le immagini a lungo termine, ma anche garantire la sicurezza convertendo in formato digitale il materiale analogico in parte soggetto ad autocombustione.

La soluzione
Holger Juraschek, Key Account Manager di MEDIAFIX, ha seguito il progetto di digitalizzazione per l’Archivio comunale di Pulheim.
In una prima fase, durante una consulenza telefonica, sono state individuate le sfide specifiche del cliente. È seguita una consulenza personalizzata sulla digitalizzazione della collezione. Nella fase successiva, i supporti analogici dell’Archivio comunale di Pulheim sono stati ritirati da MEDIAFIX e trasportati in sicurezza presso la sede centrale di MEDIAFIX.
Grazie a tecnologie sviluppate internamente e agli impianti di produzione di MEDIAFIX, gli innumerevoli negativi e le diapositive dell’Archivio comunale di Pulheim sono stati poi digitalizzati. Tenere conto delle esigenze individuali del cliente era particolarmente importante: tutti i supporti analogici d’archivio dovevano essere convertiti in formato digitale, indipendentemente dal loro stato, utilizzando al contempo un ritaglio predefinito. Il personale MEDIAFIX ha quindi lavorato con supporti in moltissimi formati diversi, alcuni gravemente danneggiati, tagliati, conservati singolarmente o persino potenzialmente soggetti ad autocombustione. Per gran parte dei negativi danneggiati dall’acqua, la messa a fuoco ha dovuto essere eseguita manualmente dal personale MEDIAFIX, perché i gravi difetti del materiale originale rendevano impossibile la messa a fuoco automatica dello scanner.
Nonostante le condizioni difficili, grazie alla lunga esperienza maturata, il team MEDIAFIX è riuscito a digitalizzare anche negativi e diapositive fortemente danneggiati nella massima qualità. In questo modo, la collezione dell’Archivio comunale di Pulheim è stata preservata con successo per il futuro.
Il feedback del cliente
Il direttore dell’archivio Horst Kandt si è detto molto soddisfatto della digitalizzazione realizzata da MEDIAFIX: “Il coordinamento relativo all’esecuzione del progetto è stato molto buono. Durante la consulenza, il signor Juraschek mi ha posto molte domande, e questo ha portato a un ordine definito con precisione.”
Il signor Kandt ha definito eccellente anche il tempo di completamento del progetto: “La digitalizzazione dei nostri supporti ha richiesto moltissime fasi di lavoro, poiché innumerevoli negativi erano pezzi singoli e conservati in buste separate. Ogni singolo negativo doveva quindi essere estratto dalla propria busta, perché i supporti non possono essere digitalizzati attraverso la busta. A causa del grande numero di negativi, questo ha richiesto un notevole impegno in termini di personale. A ciò si è aggiunto il lavoro necessario a causa delle condizioni talvolta molto scarse della collezione. Nonostante l’elevata mole di lavoro, la digitalizzazione della nostra collezione è stata completata in tempi estremamente rapidi.”
Il direttore dell’archivio ha descritto come “molto buone” anche la consegna e la spiegazione finale dello svolgimento del progetto.
Horst Kandt trae quindi un bilancio molto positivo: “Sia l’eccellente risultato della digitalizzazione sia la consulenza personalizzata e il supporto durante tutto il progetto ci hanno convinto.”